1^ documento #salvaiciclisti

#Salvaiciclisti

PRIMO DOCUMENTO SALVIAMO I CICLISTI. ROMA 13 FEBBRAIO 2012.

Premesso che:

– L’Onda di SALVIAMO I CICLISTI nasce dagli 8 punti indicati dal Times pochissimi giorni fà, e ad oggi, ossia prima dell’alba del quinto giorno dalla sua nascita, ha raccolto sul web le adesioni di 4.027 ciclisti, residenti in Italia, spaventati in primis dagli altri utenti della strada e a volte dalle condizioni stesse della strada, nonché assai poco tutelati, vista la scarsa o totale inapplicabilità delle regolamentazioni a riguardo.

– Gli 8 punti del Times sono un manifesto, pertanto vanno tradotti in proposta di legge dagli organi di Governo, secondo l’attuale e reale situazione nazionale.

– Nessuno di noi, presenti alla riunione avvenuta il 12 febbraio, può arrogarsi il diritto di apportare modifiche specifiche agli 8 punti, dal momento che l’Onda di SALVIAMO I CICLISTI nasce, si muove e si sviluppa a livello nazionale; noi, in vista del repentino incontro (che avverrà tra poche ore) presso un ufficio del Senato, ci siamo riuniti a nome e per conto di tutti i ciclisti residenti in Italia che hanno aderito all’Onda, di tutti quelli che stanno aderendo, di tutti quelli che aderiranno, e infine a nome e per conto di tutti i 5.000.000 di ciclisti, italiani e non, nonché di tutti i potenziali ciclisti residenti nel nostro Paese.

– Per “ciclisti” si intendono tutti coloro che ogni giorno, in Italia, si muovono in bicicletta per andare al lavoro, a scuola, per passione, per sport, per fare commissioni nel quartiere, o tragitti assai più lunghi, per accompagnare i figli a scuola, o semplicemente per svago, o per qualsiasi altro motivo un cittadino – italiano e non, residente nel nostro Paese – voglia utilizzare la bicicletta come mezzo di spostamento, su piste ciclabili e su strada, laddove suddette piste non ci sono, o non sono idonee e/o continuative.

– Il termine “Onda” è usato appositamente per indicare che il movimento comprende inequivocabilmente tutti i ciclisti sul territorio italiano, senza distinzione alcuna di appartenenza associativa, politica, o etnica.

– La tutela del ciclista su strada non può essere imputabile solo al ciclista, ma a tutti i veicoli e a tutti gli utenti della strada in generale.

– Per tutelare la vita del ciclista, (compresa quella dei pedoni e di tutte le utenze “deboli” in generale) sarebbe intanto sufficiente l’effettiva applicazione del Codice della Strada, prima ancora che delle sue modiche: tali modifiche non sono solo previste dalle proposte di modifica dello stesso Codice – redatte dalle associazioni ciclistiche competenti – ma anche dalle leggi in vigore (esempio l. 366/98, non ancora applicata in larga parte del territorio italiano), e infine dal Parlamento Europeo.

– L’amministrazione nazionale e le amministrazioni locali hanno l’obbligo giuridico (prima ancora che civile e morale) di far rispettare la Legalità, imponendo in primis il rispetto del limite 30 previsto nelle aree a prevalenza ciclo-pedonale sia centrali che periferiche, oltre al rispetto di tutte le normative previste.

DI SEGUITO GLI 8 PUNTI DEL TIMES, COME MANIFESTO E INCIPIT AI FINI DELLA PROPOSTA DI LEGGE.

1) Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

2) I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato’.

3) ‘Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta nella nazione e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4) (*) ‘Il 2% del budget dell’Anas dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5) La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida’.

6) 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7) I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla B******.

8) (**) Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Note:

(*) dal momento che, secondo fonti accertate, l’organo dell’Anas è in via di dismissione, chiediamo che la percentuale di incassi delle contravvenzioni per infrazione del Codice della Strada venga effettivamente devoluta a tal fine, come peraltro già previsto dalla legislazione.

 

(**) Dal momento che le amministrazioni italiane prevedono già questa figura, chiediamo che esse vengano commissariate, laddove tale figura non risulti efficace non solo in merito alla promozione delle riforme, ma nemmeno per quanto riguarda l’applicazione delle norme vigenti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *